Associazione culturale  
 
 

QI GONG

         Qi è l'energia vitale, la manifestazione dell'universo nell'individuo, espressione della natura mutevole della vita; è la forza del cambiamento che permea la vita.

            Gong è la pratica, l'esercizio, che deve essere "gong fu", pratica abile.

            Qi Gong è quindi l'arte di addestrare mente e corpo attraverso esercizi che promuovano il fluire ed il controllo del qi nel corpo.

            Secondo la Medicina Cinese, ogni essere è manifestazione di un'unica energia vitale (Qi), la cui caratteristica principale è di scorrere incessantemente in ogni parte del corpo, così come l’acqua incessantemente scorre dal monte al mare per poi evaporare e ritornare al monte come pioggia.

            Quando questo libero fluire è ostacolato per vari motivi, la vitalità dell'individuo risulta compromessa e si manifesta la malattia.

 

            Per aiutare l'energia bloccata o stagnante a riprendere il suo fluire vitale risulta di valido aiuto la pratica di questa disciplina, che costituisce un programma completo di esercizi psicofisici operante su tre principi, applicati congiuntamente in ogni esercizio:

- tiao shen, controllo del corpo o della forma, che consiste nel favorire progressivamente il libero fluire delle informazioni all’interno del corpo, consentendo così di controllare con precisione ed efficacia la propria postura in ogni istante.

- tiao xi, il controllo del respiro, che significa dapprima liberare la propria respirazione, svincolandola dai movimenti e dalle proprie tensioni, per regolarla poi su ritmi precisi che divengono via via spontanei.

- tiao xin, controllo della mente e del cuore, che consiste nel condurre la propria mente in uno stato di quiete, liberandola da pensieri, preoccupazioni, emozioni, che in questo momento sono solo di intralcio, affinché possa dedicarsi con tutta attenzione al lavoro che si sta svolgendo.

             Esistono vari tipi di Qi Gong che rispondono a situazioni e tradizioni diverse, tutti ugualmente efficaci nel promuovere "l'esercizio abile del Qi". Quelli che verranno qui proposti, sono stati scelti perchè pensiamo meglio si adattino alla nostra situazione e cultura ed inoltre per le loro doti di semplicità, efficacia ed eleganza dei movimenti.

             Costituisce non una semplice forma di ginnastica, ma un’attività molto particolare, in cui si mettono in moto contemporaneamente muscoli e Qi. Per le sue caratteristiche di adattabilità alle condizioni di salute, alla forma fisica individuale, alle differenti età, risulta adatto e raccomandabile a chiunque disponga del tempo necessario.

            Ad un primo livello è una ginnastica dolce che, lavorando senza sforzo sulle articolazioni e sulla elasticità dei muscoli e dei legamenti, consente di ritardare il processo di invecchiamento mantenendo il corpo sciolto ed agile.

            Inoltre l'armoniosità dei movimenti, dolci, misurati e rilassati, ma molto potenti, sviluppa una nuova grazia ed eleganza nel portamento.

            Ad un secondo livello è tecnica che consente di attivare potentemente il fluire del qi organico in tutte le direzioni e rafforzare il qi all'interno del nostro organismo, mediante due diversi tipi di pratica strettamente complementari:

            - pratica dinamica, che consiste nell’esecuzione di una bellissima ed armoniosa sequenza di movimenti lenti, che oltre a mantenere il corpo sciolto ed elastico attivano potentemente il fluire del qi organico, conferendo vigore fisico, energia, salute.

            - pratica statica, che consente di rafforzare il qi all’interno del nostro organismo, conferendo solidità fisica e calma mentale; inoltre potenzia le nostre capacità difensive

             La pratica costante di quanto appreso consente dapprima un notevole miglioramento della forma fisica e del benessere generale dell’organismo, poi il mantenimento dei benefici ottenuti.

            Un metodo che riesce ad offrire tecniche efficaci e adattabili ad ogni condizione di salute ed età è qualcosa che rimane e si potrà utilizzare con piacere e profitto per tutta la vita.

 

Premessa storica

            Qi gong è un termine in uso dagli anni 50; è stato ridefinito, come le arti marziali divenute Wu Shu o la medicina divenuta la MTC, da un apposito comitato. Questo ha portato al fiorire di numerose scuole moderne, che hanno inserito nel nome della propria disciplina questo termine vicino ad un secondo che si riferisce al particolare stile praticato.

            La materia oggetto del loro insegnamento risultava però di origine molto più antica; nella tomba di Mawangdui  si è rinvenuto un drappo di seta su cui disegnati 44 movimenti, che per la maggior parte sono agevolmente identificabili con parti di alcune delle forme di Qi Gong oggi eseguite. Questa purtroppo resta una delle poche testimonianze storiche di questa antica pratica, in quanto su di essa non si è mai scritto nulla (se non alcune citazioni in testi di tutt’altro argomento) ma è sempre stata tramandata oralmente e soprattutto attraverso l’imitazione, da maestro a discepolo. Se per la medicina e la filosofia abbiamo testi che risalgono ad alcuni secoli avanti cristo, che sono tuttora alla base dello studio e della pratica della Medicina Cinese, per questa disciplina nulla di tutto ciò; solo una lunga tradizione orale e pratica che è venuta via via arricchendosi e differenziandosi, evolvendosi unitamente alla medicina e alla religione.

            Infatti questi esercizi erano usati sopratutto da due categorie di persone: monaci (e spesso monaci agopuntori) come parte della proprio cammino spirituale, per mantenere il corpo in salute mentre si pratica la meditazione; dai praticanti delle arti marziali, come preparazione psicofisica al combattimento. In realtà queste motivazioni sono molto riduttive, in quanto l’effetto di questi discipline è ben più profondo, ma su questo torneremo in seguito. Sin dalle origini sono sempre state parte integrante di quella coltivazione di sè che è il cuore della filosofia Taoista, il supporto del proprio cammino spirituale ed il fondamento della pratica della propria arte (sono monaci attivi che uniscono alla meditazione l’esercizio della medicina, geomanzia, divinazione, danze e riti).

Anticamente, e sino agli anni ’40, il nome di questa disciplina era Dao Yin, che è stato recentemente tradotto in molti modi, assumendo significati molto diversi; secondo il maestro Jeffrey Yuan, monaco taoista agopuntore che vive e lavora a New York, ha il seguente significato: giungere al Tao (equivalente taoista della più nota “illuminazione” buddista) attraverso la via del movimento.

 

            Vi sono moltissime scuole, che a volte differiscono poco le une dalle altre riferendosi alla stessa tradizione; vi sono comunque molte tradizioni diverse che hanno dato luogo a diverse gruppi di scuole. Gli esercizi di base praticati dalle varie scuole restano comunque simili e molto spesso una buona parte degli esercizi costituisce un patrimonio comune. Il Qi Gong resta la pratica del soffio vitale, ed è molto di più dell’esercizio ridicolo che sembra a prima vista; è in realtà una sorta di esercizio integrato che opera a più livelli, par la maggior parte legati alla sfera inconscia piuttosto che a quella razionale.

            Da un punto di vista esterno provvede a promuovere una maggiore scioltezza delle articolazioni, un miglior coordinamento dei movimenti, facendo partecipare l’intero corpo al movimento presente e facendolo sgorgare dal profondo, dal centro del mio organismo. Da un altro punto di vista lavora sul Qi, la cui corretta circolazione all’interno del corpo consente la salute; il movimento muscolare è poi visto come l’effetto del movimento del Qi secondo la nostra intenzione.

 

            Tutto questo insieme di tecniche di coltivazione di sè, del proprio essere, ha rischiato di andare dispersa durante la rivoluzione culturale che le ha prima avversate e poi proibite; sono invece sopravvissute grazie alla loro pratica nascosta da parte di società segrete di Wu Shu e di quei pochi monaci che hanno potuto nascondersi o fuggire all’estero. Ora il governo cinese incentiva la pratica del Qi Gong, visto però solo come un metodo di cura e prevenzione, per rendere più forte la popolazione e migliorarne la produttività; tutti gli altri aspetti sono proibiti come superstizione.

 

            Le più antiche forme di esercizi miranti a far circolare il Qi, che hanno poi dato origine a quelle pratiche di lunga vita, o meglio di coltivazione del principio vitale, di tipico stampo taoista, da cui possiamo considerare derivato il moderno Qi Gong, si possono far risalire a parecchi secoli avanti cristo. Quelle popolazioni usavano celebrare i successi nella caccia o nella guerra con cerimonie il cui fulcro era costituito da danze rituali che imitavano il comportamento degli animali; questi costituivano anche un esercizio atto a sostenere la loro salute, messa a dura prova dalle condizioni ambientali difficili, dalla scarsità di cibo e dalle guerre.

            Sembra che questa possa essere l’origine di queste pratiche, che già ai tempi di Lao Zi (terzo secolo AC), avevano come scopo dichiarato quello di stimolare la circolazione del Qi e di guidarlo secondo cammini prefissati; si erano già create anche i due grandi filoni di esercizi di respirazione (Qi Gong statico, Jing Gong) e di esercizi che imitavano le movenze degli animali (qi gong dinamico, Dong Gong).

            Hua To (II° secolo DC) ci ha lasciato la descrizione dell’esistenza e degli effetti del “gioco dei 5 animali” (tigre, cervo, orso, scimmia, uccello) da lui elaborato, probabilmente a partire da un precedente gioco dei sei animali, ma non la descrizione della sua esecuzione. Sempre a questo periodo risale la prima citazione dei sei modi per espirare (sei suoni); entrambi questi tipi di qui gong si sono tramandati fino ai nostri giorni, anche se nulla si sa sulla loro esecuzione antica - sono comunque cambiati gli animali considerati e forse anche le tecniche di emissione del suono.

A questa epoca risalgono la maggior parte dei tipi di Qi Gong proposti nel corso.

 

Significato

            Prima di addentrarci negli aspetti per così dire tecnici, vorrei presentare il Qi Gong come un viaggio, fatto in nostra compagnia ed all’interno di noi stessi; non alla scoperta del mondo o di qualche meraviglia del paesaggio e simili, ma di noi stessi. Inoltre in questo viaggio la meta non è nota, non sappiamo dove andremo e cosa troveremo, semplicemente imbocchiamo una strada che ci sembra interessante e vediamo dove ci porta; non solo, ma la meta raggiunta è molto meno importante del cammino per giungervi: partiamo alla ventura, curiosi e pronti a tutto, curiosi sopratutto di quello che incontreremo cammin facendo, non tanto di dove andremo a finire. Questo è l’atteggiamento con cui affrontare questa avventura che è la pratica del Qi Gong; poi avremo guide, cartine, aiuti e consigli, ma il cammino sarà percorso in compagnia solo di noi stessi, andando alla scoperta del nostro corpo e di noi stessi in modo nuovo e impensabile ora.

 

            Dal nostro punto di vista risulta una ginnastica dolce, molto elegante, armoniosa,  quasi una danza che, lavorando senza sforzo sulle articolazioni e sulla elasticità dei muscoli e dei legamenti, risulta estremamente dolce ma molto potente; consente di ritardare il processo di invecchiamento mantenendo il corpo sciolto ed agile.

            Le articolazioni sono i luoghi in cui lo scorrimento del Qi all’interno del corpo risulta più difficoltoso, in modo analogo alle rapide o alle anse strette di un fiume; qui più facilmente si manifestano turbe (solitamente di origine interna) che bloccano o rallentano il fluire del Qi. Come sempre in Medicina Cinese questi blocchi hanno significato non solo corporeo (riduzione della mobilità, e quindi della capacità di far fronte e situazioni esterne che richiedano azione fisica), ma anche psicoemotivo (riduzione della nostra flessibilità interiore, come capacità di reagire a nuove situazioni od avvenimenti, modificando il nostro atteggiamento in modo da poterli volgere a nostro vantaggio); si diventa sclerotici, in entrambi i sensi.

            Uno dei segni che accompagnano l’invecchiamento e costituito dal progressivo irrigidirsi delle articolazioni e di tutto il corpo; dal punto di vista della Medicina Cinese non è tanto l’invecchiamento che determina questo segno, quanto piuttosto è l’irrigidimento progressivo che causa tutta quella seria di segni di progressivo degrado delle funzioni del corpo (e della mente) che accompagnano l’invecchiamento. Il miglioramento della mobilità articolare è un segno della rimozione di queste ostruzioni (almeno in parte), e quindi un aiuto ad invecchiare in buona salute.

 

            Il Qi Gong, riequilibrando ed armonizzando la circolazione del qi, consente anche di:

- migliorare il coordinamento dei movimenti, l’equilibrio, 

- rendere più corretta la nostra postura in piedi e seduta, 

- migliorare il tono e l’efficienza dei muscoli, rendendo più sciolte le articolazioni.

            Inoltre l'armoniosità dei movimenti, dolci, misurati e rilassati, ma molto potenti, sviluppa una nuova grazia ed eleganza nel portamento.

            In particolare questa azione è svolta dalla pratica dinamica; quella statica (molto simile allo Zhang Zhuang Gong) ci guida a portare attenzione all’interno di noi stessi, ad ascoltarci, ad imparare a star bene con noi stessi, ad accettarci per quello che siamo, ad attingere forza dal nostro interno per affrontare il mondo esterno, aiutandoci così a riequilibrare quelle turbe interne che si manifestano poi nelle articolazioni.

 

La pratica

            In modo analogo al più famoso Tai Ji Quan, ed in maniera più semplice ed efficace, la pratica dinamica risulta una forma di meditazione in movimento (senza aspetti marziali), in cui imparare a portare l’attenzione dentro di se, escludendo gradualmente ogni distrazione, per poter eseguire i movimenti richiesti in modo corretto; quella statica, dopo che ne avremo appreso a sentirci a nostro agio nella sua esecuzione, diventerà una forma di movimento nella meditazione (ascolto e guida del movimento del Qi al nostro interno).

 

Entrambe sono caratterizzate da tre aspetti fondamentali:

1.      Prima di tutto il respiro, che deve mantenersi naturalmente rilassato, disteso. Inizialmente la respirazione sarà naturale, ma profonda, lenta e gentile; questo è ottenuto con la natura delle posizioni, l’enfasi sul rilassamento generale, sopratutto quello di torace ed addome permette alla respirazione di assestarsi ed approfondirsi gradualmente, senza impedimenti né bisogno di forzature mentali. In seguito vedremo altri tipi di respirazione tipici del Qi Gong, ma è inutile parlarne finché non abbiamo imparato a praticare questo. Tutti ovviamente respirano, in ogni momento della giornata, ma non si sta praticando Qi Gong, perché occorre che vi sia qualcos’altro affinché questo respiro sia Qi Gong, ed è il secondo fattore, la

2.      postura: il Qi Gong ha alcune posture: il camminare, stare fermi in piedi, stare seduti e giacere distesi. Camminare è il Qi Gong più facile, perché la natura umana vuole muoversi e nella nostra società in particolare siamo spinti ad essere sempre in movimento; il movimento affascina e interessa, volentieri si dedica tempo e fatica per imparare a muoversi. Il Qi Gong più difficile è quello in cui si sta fermi ed immobili, almeno come movimenti del corpo; lo stare fermi, senza attività esterne imbarazza, sembra di perder tempo; non ci si rende conto del lavoro che invece si svolge all’interno del corpo quando si riesce a restare in quiete.

      C’è poi un terzo fattore da considerare, perché respiro e postura sono esercizi, ma gli esercizi da soli ancora non sono Qi Gong; questo è la

3.      consapevolezza: si possono fare questi esercizi ascoltando la musica, guardando la televisione, avendo i pensieri che se ne vanno in giro, ma questo non è Qi Gong poiché la consapevolezza non è dentro di sé; naturalmente c’è il respiro, c’è il movimento e si è nel nostro corpo, ma se non siamo con la consapevolezza dentro di noi il Qi Gong è solo un esercizio. Qi Gong vuol dire che la consapevolezza deve essere all’interno del corpo; può essere in qualche parte del corpo, in un punto specifico del corpo o anche in un certo suono del corpo (quello che viene chiamato un mantra). Questo è Qi Gong.

 

            Durante la pratica occorre cercare di attuare contemporaneamente gli atteggiamenti richiesti da questi tre aspetti; è però fondamentale che questo avvenga in modo disteso e rilassato, senza portare tensioni. Per questo occorre non cercare, desiderare risultati, fosse anche cercare di eseguire un movimento in modo corretto; lavorare con attenzione e serenità, con l’intenzione di operare in modo corretto, cercando di essere calmi e rilassati, di ascoltare il respiro, di muoversi in modo corretto, ma se non ci riusciamo non importa; continuiamo così attendendo che accada e prima o poi, al momento giusto, accadrà.

 Il  Corso

Sono previsti incontri serali di 2 ore ciascuno,

           Il corso è essenzialmente pratico e mira a fornire le conoscenze e le abilità necessarie per poter proseguire individualmente la pratica di quanto appreso. Gli stili proposti sono tali da fornire un panorama abbastanza completo delle potenzialità offerte dalla pratica del Qi Gong:

·         Da yang qi gong e Shaolin Damo nei jin yi zhi quan sono due forme che consentono di attivare potentemente la coordinazione dei movimenti e la scioltezza articolare

  • Per attivare la raccolta ed il movimento del Qi verranno utilizzate alcune forme statiche ed alcune camminate

  • Verranno proposti esercizi di “Cambiamento dei Tendini”, che lavorano sulla Wei Qi, esercizi di “Raffinamento del Sangue”, che lavorano sulla Ying Qi, e di “Lavaggio dei Midolli”, che lavorano sulla Yuan Qi

  • Verranno proposti alcuni Qi Gong terapeutici, come quello dei “6 suoni terapeutici”, o come veniva definito più anticamente “6 modi per espirare ed uno per inspirare”; lo “Healing Walk”, ed altri ancora

  • Verrà suggerito come scegliere ed adattare gli esercizi proposti alla propria situazione personale

  • Ogni incontro verrà aperto con un lavoro sul respiro, che porterà progressivamente a scoprire le infinite possibilità del respiro; questo sarà seguito da un lavoro preliminare di mobilizzazione articolare.

  • Ogni incontro sarà chiuso da una breve seduta di automassaggio

  • In ogni esercizio verranno coltivati i tre aspetti fondamentali:                                                      

postura – respiro – consapevolezza.

 

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