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Il complesso sistema dei canali energetici costituisce uno degli
aspetti più originali ed affascinanti della Medicina Cinese. In ogni
individuo è presente questa fitta rete di vie preferenziali in cui
scorre il Qi dell’organismo. Nonostante i Canali Energetici non
abbiano un substrato organico e non siano quindi individuabili
mediante un esame fisico, sono dotati di un’indubbia realtà e
concretezza, che possiamo definire immateriale, ma percepibile a
tutti attraverso le loro manifestazioni energetiche. Descrivono
simbolicamente la manifestazione vitale di ciascun individuo:
attraverso di essi il Qi raggiunge ogni parte del corpo, ogni
singola cellula.
Tradizionalmente i canali vengono raggruppati in due
grandi gruppi, sulla base del nome che specifica il termine mai:
jing mai e luo mai. I Jing Mai hanno un decorso
ben preciso, che in genere decorre tra alto in basso, a volte tra
centro e periferia, ma comunque sempre in senso longitudinale. I
Luo Mai rappresentano una fitta e diffusa rete energetica che ha
il compito di connettere e nutrire tutte le zone del corpo, facendo
comunicare le varie parti tra di loro e mettendo l’uomo in relazione
con l’ambiente circostante. I Jing Luo Mai sono costituiti
dall’insieme di queste due categorie, e comprendono i seguenti tipi
di Canali:
I canali
extra-ordinari
sono legati alla costituzione profonda, a quello che siamo ed alla
capacità di cambiare grazie alle esperienze che facciamo,
all’acquisizione di comprensione e consapevolezza di noi stessi e
del mondo, alla creazione di se quando si era allo stato fetale, al
rinnovamento di quello che si è durante tutta la vita, alla
creazione dei figli.
I canali luo
esprimono la capacità di andare verso il mondo, farne esperienza,
assimilare dalle esperienze fatte quanto può essere di nutrimento
per la nostra crescita.
I canali tendineo-muscolari
attuano il bisogno di muoversi nel mondo e specificano le modalità
individuali di farlo.
I canali distinti
realizzano il collegamento della superficie con la propria
profondità, con il se profondo; provvedono anche a difendere gli
zang-fu dagli attacchi delle xie qi.
Da un punto di vista classico possiamo considerare i
vari canali come metafore simboliche che indicano diverse qualità
del qi che circola nell’organismo; possiamo cioè associare a ogni
categoria di canali un tipo di qi che quei canali veicolano in modo
privilegiato e specifico, e che aiuta a rendere conto dell’azione di
quei canali; le energie di cui si parla in riferimento al sistema
dei canali sono essenzialmente:
wei qi,
o energia protettiva, di difesa; ha il compito di difendere
l’organismo dalle energie perverse, sia climatiche sia psichiche, e
di combatterle se invadono il corpo. Circola fuori dai meridiani
principali, in alcuni secondari e a livello dei piccoli capillari
della pelle; si muove all’interno del torace e dell’addome, viaggia
tra la pelle ed i muscoli, regola le ghiandole sudoripare, idrata la
pelle ed i peli. Il So Wen sottolinea che non può entrare nei
meridiani, anche se si appoggia al loro percorso, ma si insinua
dappertutto, sia in superficie sia in profondità. In superficie
riscalda e nutre la pelle e la carne, consolida la trama tra derma
ed epidermide; in profondità è in relazione con il diaframma:
membrane, involucri, filamenti bianchi localizzati nella carne,
pliche del peritoneo, pleura, ecc. Legata al comportamento
inconsapevole, anche se di solito acquisito, origina atteggiamenti
che sembrano innati, istintivi, anche se in realtà non lo sono; la
calligrafia è un buon esempio di questa manifestazione inconsapevole
di un apprendimento, che non è possibile cambiare a nostro
piacimento. Determina anche gli atteggiamenti spontanei e le
aspettative nei confronti degli altri e degli avvenimenti, che si
radicano nell’inconscio, che vengono attuati in modo inconsapevole;
riguarda condizioni emotive che potremmo chiamare stati d’animo, non
riferibili ad una causa precisa ma che condizionano il nostro
atteggiamento nei confronti della vita senza che ce ne rendiamo
conto.
ying qi
o energia nutritiva; è legata intimamente al sangue, si muove nei
vasi sanguigni e nei canali energetici, costituisce il fattore di
base per il nutrimento del corpo; attua una nutrizione sia fisica
(alimentare) che psicoemotiva. E’ un’energia profonda, stabile, non
subisce variazioni in conseguenza di fattori esterni se non
estremamente aggressivi; forma le secrezioni ed il sangue. La ying
qi ha un ruolo determinante nel modo di interagire con l’ambiente,
inteso come la capacità di apprendere dalle esperienze vissute nella
relazione col mondo, di assimilarle e quindi di cambiare;
rappresenta l’intelligenza cognitiva, legata alle emozioni e ai
comportamenti acquisiti. Si riferisce a quelle emozioni che proviamo
consapevolmente, attribuendo loro una causa precisa, e che sono così
in grado di essere assimilate, contribuendo a formare il sangue ed
il nutrimento per tutto il corpo. Da un lato determina il modo
individuale di andare verso il mondo, verso l’ambiente sia umano sia
naturale, il modo di affrontare le situazioni e le persone; da un
altro lato consente di assimilare l’esperienza fatta e, in virtù di
questa assimilazione, di cambiare il modo di andare verso il mondo.
yuan qi,
o energia originale; costituisce il qi del cielo anteriore,
congenito, in parte responsabile della costituzione ereditaria di un
individuo; permette il passaggio dal cielo anteriore a quello
posteriore; dopo la nascita è responsabile dello sviluppo del
bambino assieme al qi del cielo posteriore. Mentre il jing
rappresenta la genetica strutturale, fisica, l’impalcatura di base,
la yuan qi rappresenta la genetica psicofisica, la propria
costituzione psicoemotiva profonda: non solo statura, forma del
volto, modo di camminare e così via, ma soprattutto le
caratteristiche peculiari della psiche e l’orientamento di base
della emotività.. Come il jing è originata dalla fusione tra ovulo e
spermatozoo e presiede al concepimento, ma rimane sorgente di vita e
di vitalità durante tutta l’esistenza; come il jing non può essere
accresciuta, ma solo risparmiata.
Avremo allora che la wei qi sarà
rappresentata dai canali tendino-muscolari (jin jing),
che sono i più superficiali e costituiscono il sistema muscolare e
la motricità; costituiscono il proprio modo di andare, muoversi nel
mondo e ne forniscono la capacità. Decorrono a zone e sono come un
rivestimento energetico diffuso su tutto il corpo, caratterizzato da
moltissime interconnessioni; sono strutturati a fasci che espandono
attorno al canale principale, si raccolgono in alcuni punti e poi si
allargano di nuovo. Risultano così legati, oltre che alla difesa
dell’organismo, alle reazioni istintive, ai riflessi non ragionati,
spontanei od appresi, all’atteggiamento ed alla postura, al
comportamento gestuale e deambulatorio.
La ying qi, che circola più in
profondità, è rappresentata dai canali luo, che hanno
uno stretto legame con le emozioni e con il sangue; ne costituiscono
vie privilegiate di diffusione e le consentono di svolgere la sua
funzione di nutrimento fisico ed emotivo diffondendola ovunque nel
corpo, sino alle singole cellule. Hanno anche una potente azione sul
sangue in senso fisico ed energetico, particolarmente nel
promuoverne il movimento, la circolazione e il rinnovamento.
La yuan qi è rappresentata dai canali
extra-ordinari (qi jing ba mai), che decorrono molto
in profondità e stabiliscono un legame con il cielo anteriore; si
sono attivati durante la gestazione per creare il nostro essere e
restano poi anche da adulti vie di diffusione della yuan qi;
attingono alla costituzione per aiutarci ad affrontare la vita,
sostenerci nei momenti di particolare bisogno, guidarci a crescere
attraverso la comprensione delle esperienze fatte vivendo.
I canali principali (jing mai) riassumono
tutte queste funzioni, assumendo anche quella di collegarsi con gli
zang-fu e di collegarli così con le altre strutture energetiche;
rappresentano sia l’aspetto esterno sia quello interno e vengono
così a collegare la ying qi con la wei qi.
Questa funzione è bene espressa dal loro decorso, che si compone di
tratti superficiali, quelli accessibili alle mani, e di tratti
profondi, che vanno a contattare gli zang-fu e canali profondi.
Esprimono le funzioni necessarie a garantirci l’esistenza e quindi
rappresentano il qi del cielo posteriore nel suo complesso.
I canali distinti (jing bie mai) sono il
collegamento tra la yuan qi e i canali principali, o anche tra la
costituzione e quello che si è in questo momento come risultato
delle esperienze vissute. Svolgono la funzione di collegare la
wei qi con la yuan qi, la superficie con la
originalità profonda; svolgono un ruolo di difesa dell’interno
nonché di comunicazione, collegando interno ed esterno. Il loro
tragitto è più profondo di quello dei canali principali e dei luo.
Ritornando a vedere tutto il sistema dei canali
energetici (jing luo mai) nel suo complesso, è possibile fare la
seguente considerazione: come i vari tipi di qi non sono altro che
diversi (aspetti che specificano diverse funzioni svolte) (modi di
manifestarsi e di agire) dell’unico qi che anima tutto l’organismo,
così possiamo considerare le varie categorie di canali come aspetti
specifici di un unico sistema di circolazione dell’unico qi che
avvolge, penetra ed irriga tutto il corpo; così che poi le funzioni
delle sue varie parti risultano in sintonia con le caratteristiche
del qi che veicolano.
Il sistema dei canali è estremamente interconnesso, non
vi si può individuare né capo né coda; può essere rappresentato
bidimensionalmente da un cerchio. Selezionando un canale particolare
all’interno di questo sistema è come selezionare una tangente al
cerchio in un certo punto; poiché tutto è collegato, a prescindere
dal punto scelto, questo avrà azione su tutto il corpo, anche se non
sarà forse l’intervento più efficace, in quanto potrebbe non
riflettere il momento ed il luogo dello squilibrio.
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I canali extra-ordinari,
in numero di 8, sono legati alla costituzione profonda, a quello che
siamo ed alla capacità di cambiare grazie alle esperienze che
facciamo, all’acquisizione di comprensione e consapevolezza di noi
stessi e del mondo, alla creazione di se quando si era allo stato
fetale, al rinnovamento di quello che si è durante tutta la vita,
alla creazione dei figli.
La yuan qi, o energia originale
costituisce il qi del cielo anteriore, congenito, in parte
responsabile della costituzione ereditaria di un individuo; permette
il passaggio dal cielo anteriore a quello posteriore; dopo la
nascita è responsabile dello sviluppo del bambino assieme al qi del
cielo posteriore. Mentre il jing rappresenta la genetica
strutturale, fisica, l’impalcatura di base, la yuan qi rappresenta
la genetica psicofisica, la propria costituzione psicoemotiva
profonda: non solo statura, forma del volto, modo di camminare e
così via, ma soprattutto le caratteristiche peculiari della psiche e
l’orientamento di base della emotività.. Come il jing è originata
dalla fusione tra ovulo e spermatozoo e presiede al concepimento, ma
rimane sorgente di vita e di vitalità durante tutta l’esistenza;
come il jing non può essere accresciuta, ma solo risparmiata.
La yuan qi è rappresentata dai canali
extra-ordinari (qi jing ba mai), che decorrono molto
in profondità e stabiliscono un legame con il cielo anteriore; si
sono attivati durante la gestazione per creare il nostro essere e
restano poi anche da adulti vie di diffusione della yuan qi;
attingono alla costituzione per aiutarci ad affrontare la vita,
sostenerci nei momenti di particolare bisogno, guidarci a crescere
attraverso la comprensione delle esperienze fatte vivendo.
QI JING BA MAI
Il termine è stato tradotto con canali straordinari,
curiosi, meravigliosi, in sostanza vengono a indicare
canali fuori dall’ordinario; viene usualmente tradotto con canali
extra-ordinari. Come i jing mai vengono assimilati a dei
fiumi, così i qi jing vengono rappresentati come laghi, dove
si raccoglie l’acqua dei fiumi in piena, e da cui vengono alimentati
quando sono in secca. Sono importanti per il passaggio dal cielo
anteriore a quello posteriore, anche in quella continua rinascita
che è la vita, per cercare di cogliere la potenzialità che ognuno ha
e per consentire la loro realizzazione. Questi canali non rispondono
ai 5 movimenti, non hanno legami con gli organi ed i visceri, non
rispondono alla regola dello yin e yang, come invece i canali
principali. Costituiscono l’impalcatura energetica dell’individuo,
che poi sorregge l’intreccio costituito dai canali jing
(l’ordito) e da quelli luo (la trama); nell’individuo adulto
nascono tutti, direttamente o indirettamente, dai Reni. Si
distinguono tre generazioni di canali straordinari, che riflettono
la sequenza temporale di sviluppo nel feto.
I canali della prima generazione rappresentano le
potenzialità del divenire dell’individuo, sono molto legati al
momento del concepimento e allo sviluppo dell’embrione e del feto.
Decorrono solo sul tronco e nascono dal suo centro, quello che sarà
il dan dien inferiore nell’adulto, comunicano con Ming Men,
percorrono un tronco comune ed emergono tutti all’1VC, per seguire
poi ognuno il suo decorso; risultano così volti solo all’interno
dell’individuo, alla sua crescita e mantenimento, prescindendo da
ogni rapporto con l’esterno. Nell’embriologia sono considerati
canali organizzatori dello sviluppo dell’embrione e del feto.
du mai
dà un orientamento alla vita, dà un destino, elabora progetti a
lungo termine, consente di avere una identità, rende padri di se
stessi; ove il padre è inteso come colui che dà una meta, guida a
raggiungerla e controlla il figlio. Riassume anche tutte le funzioni
yang, delimita, definisce, dà concretezza, al concetto di se’, alle
proprie aspirazioni.
ren mai
sovrintende alle attività per il mantenimento della propria vita, dà
la capacità di prendersi cura di se, concretamente, nelle attività
di tutti i giorni; svolge una funzione materna, crea le condizioni e
le attività che consentono la vita. Riassume tutte le funzioni yin,
delimita, definisce, dà concretezza, alla cura di noi stessi, ai
progetti immediati.
chong mai
rappresenta l’irrompere potente della vita, con la sua capacità di
trasformazione e cambiamento; mette in atto la vita, riassume le
funzioni di tutti gli Zang Fu, che genera nel feto e poi nutre e
sostiene nell’adulto. Esprime la carica vitale che permette la
trasformazione, dando all’individuo orientamento nel mondo e nella
vita, facendo sì che continui a sentirsi se stesso e a proprio agio
in ogni posto ed ogni occasione, dopo ogni cambiamento.
dai mai
è l’unico ad avere un decorso trasversale, come una cintura che
cinge la vita; abbraccia così tutti i Jing Mai, li sostiene e
li controlla, li ordina, guida le energie secondo il loro cammino,
sovrintende ai collegamenti tra alto e basso, regola il
funzionamento dei canali principali, dà un orientamento interno al
corpo.
yin e yang wei
costituiscono i due canali della seconda generazione;
rappresentano una prima attivazione delle potenzialità espresse da
quelli della prima, collegano tra di loro le varie fasi della vita,
risultando così legati alla crescita ed all’invecchiamento; lo
yin wei all’invecchiamento strutturale (degrado fisico), lo
yang wei a quello dinamico (rigidità dovuta al fare sempre le
stesse cose e le stesse scelte). Inoltre regolano lo spazio,
soprattutto nel senso che fanno comunicare i vari spazi tra di loro,
in particolare gli spazi Yin con quello Yang , l’interno con
l’esterno; regolano così pieni e vuoti (blocchi spaziali).
yin e yang qiao
sono i due canali
della terza generazione; simboleggiano la capacità di
muoversi nel mondo e farne esperienza, vedendo le cose per quello
che sono; lo yin qiao ci porta a vederci e accettarci per
quello che siamo, lo yang qiao a vedere ed accettare il mondo
per quello che è. Una corretta attività dei qiao porta a
comprendere se stessi ed il mondo, ad avere fiducia in se stessi e
nel mondo. Regolano il tempo, i ritmi interni dell’energia; ritmano
il tempo yang (veglia) ed il tempo yin (sonno); regolano così i
ristagni (blocchi temporali).
I canali straordinari possono venire accoppiati due a
due in molto modi, ne riportiamo uno che ci pare molto espressivo:
CHONG
MAI - attiva la capacità di trasformarsi, evolvere - TRASFORMAZIONE
YIN
WEI MAI – collegando le parti tra di loro - COLLEGAMENTO
DAI
MAI – dà unione e coesione all’attività, alla vita - UNIONE
YANG
WEI MAI – nel suo scorrere, come un film - COLLEGAMENTO
DU
MAI – presa in carico del proprio cammino (evoluzione personale) -
DESTINO
YANG
QIAO – attraverso l’accettazione del mondo, delle esperienze -
VEDERE E ACCOGLIERE IL MONDO
REN
MAI – presa in carico di se stessi (come sopravvivenza) -
RESPONSABILITA’
YIN
QIAO MAI – per quello che si è - VEDERE E ACCOGLIERE SE STESSI
Posso usare un aspetto strutturale profondo
(1°generazione) per attivare funzioni di 2° e 3° generazione, ed
anche dei canali principali.
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Lo studio e l’utilizzo dei Canali
Principali, come è solitamente presentato in MTC (medicina
cinese tradizionale moderna) si basa su di una visione
energetica che vede negli Zang Fu (Organi e Visceri) il centro
del processo terapeutico e i CP come una loro emanazione. Tale
approccio si inizia a sviluppare attorno all’anno mille (epoca
Song) e si completa nell’epoca Ming (14°–17° secolo). Ad esso
corrisponde fra l’altro l’abbandono dello studio e della pratica
delle altre categorie di Canali (Tendino muscolari, Luo,
Divergenti e Straordinari), una maggior attenzione ai singoli
punti rispetto ai Canali nel loro insieme, l’abbandono di molti
punti collocati in zone intime o pericolose per l’agopuntura e
uno spostamento dell’enfasi dalla pratica dell’Agopuntura a
quella della medicina erboristica.
In questo corso ci proponiamo di
vedere i Canali Principali nel loro sviluppo storico, partendo
dalle origini (epoca degli stati combattenti, V sec a.C.) per
passare agli arricchimenti dell’epoca Han (II sec a.C.) e gli
ulteriori sviluppi fino all’epoca Song (anno mille).
In quest’ottica possiamo dividere
lo studio argomento di questo corso in due aspetti essenziali:
I - La visione antica del
CP con enfasi sul trattamento del canale stesso.
II - Lo sviluppo in epoca
Song dello studio approfondito e accurato dei punti.
I – La visione
antica:
La visione più antica dei CP
consiste nella palpazione manuale del Canale stesso (qualunque
sia il tipo di tecnica che vogliamo poi utilizzare sui punti) e,
in base a quanto scoperto, scegliere dei punti “salienti”
specifici che si vogliono trattare. I punti sono considerati
luoghi di raccolta del Qi; c’è poca attenzione a rigorose
definizione di collocazione anatomica e molto alla sensibilità
del terapeuta. Inoltre l’enfasi è sul Canale e non sul punto.
Fanno eccezione alcune categorie di punti che, non a caso, sono
oggi definite “antiche”, essenzialmente parliamo dei punti Shu
antichi e dei punti Yuan, già chiaramente codificati nel Ling
Shu, testo probabilmente concepito nell’epoca degli Stati
Combattenti e poi codificato nel periodo Han. Il concetto di
base è che ogni Canale abbia alcune sue funzioni specifiche e
che noi, trattando il Canale, agiamo su quelle funzioni
particolari.
Nel nostro studio, tutta la parte
definita come “significato del Canale” e “decorso del Canale” e
“funzioni del Canale”, fa riferimento a questa tradizione
antica, dagli stati combattenti (V sec a.C.) fino all’epoca Tang
(IX sec d.C.). Questo approccio ci consente di studiare,
diagnosticare e trattare basandoci essenzialmente sui Canali in
quanto tali e non come emanazione dei rispettivi Zang Fu, a cui
si collegano anche in questa visione, ma conservando funzioni
autonome. Si tratta quindi di un approccio abbastanza semplice,
anche se non facile, che ci porta a studiare e infine a
possedere:
-
una buona conoscenza del
decorso del Canale, inclusi i decorsi interni e i rami di
collegamento ad altri Canali.
-
le funzioni di base di ogni
specifico Canale, che si presentano come sequenza in cui
ogni Canale che segue rappresenta una evoluzione energetica,
psichica e patologica.
-
una buona sensibilità manuale
per percepire i punti di accumulo di energia lungo il CP
-
la conoscenza elementare dei
punti di Canale, principalmente in termini d categorie
antiche di punti (Shu antichi, Xi, Luo, ..) e alcuni punti
specifici.
-
una varietà di tecniche per
“ottenere” dal Canale e dal punto la stimolazione specifica
che vogliamo attivare.
II - Lo studio dei
punti in epoca Song:
Con l’epoca Song (XI secolo d.C.)
ha inizio uno studio sistematico, potremmo dire “scientifico”,
degli approcci classici e in particolare trova applicazione
anche in campo medico il concetto filosofico confuciano di “Li”,
principio, sviluppato dal filosofo Su Shi. Applicato ai punti di
Canale questo vuol dire uno studio sistematico per scoprire “il
principio” intrinseco a ciascun punto e cioè la sua azione
particolare e unica, a prescindere dalla sua appartenenza ad un
dato canale o ad una categoria di punti. Si verifica
empiricamente quali punti ad
esempio favoriscono la
sudorazione, o aprono il torace o liberano dalla tosse.
Si sviluppa inoltre una rigorosa
terminologia per definire le varie possibili azioni, per cui
parlare di “liberare l’esterno” è differente da “espellere
all’esterno” in quanto si usa il primo termine se il corpo ha
abbastanza Qi e il secondo quando si ha un deficit di Qi.
E’ da questo lavoro sui punti che
nasce l’indicazione di funzioni e azioni dei singoli punti che
ritroviamo ancora oggi nei moderni testi di agopuntura. Spesso
però in tempi moderni si è persa la conoscenza rigorosa dei
diversi significati terminologici per cui si trovano usati
indifferentemente termini che in origine indicavano azioni fra
loro diverse.
La seconda parte del nostro studio
sui Canali Principali fa riferimento a questi sviluppi teorici
dell’epoca Song, analizzando i punti uno per uno, definendo le
azioni generali derivate dalla loro appartenenza ad un dato
Canale e a certe categorie di punti, ma analizzando soprattutto
il loro campo d’azione specifico.
Questo secondo tipo di lavoro
richiede la conoscenza della terminologia specifica sviluppata
per descrivere le diverse azioni di un punto ed uno studio più
analitico dei punti stessi. Questo lavoro ci consentirà:
-
di scegliere punti specifici per azioni specifiche,
comprendendo il significato profondo delle azioni che
vengono descritte nei testi
-
integrare l’azione globale su di un Canale con punti
particolari
-
sviluppare una maggior sensibilità e famigliarità con i
singoli punti, considerati come “entità viventi” con cui
interagire e da cui possiamo ottenere più o meno in funzione
anche di quanto e di come li conosciamo.
inizio pagina
I Canali
Il complesso sistema dei canali energetici costituisce uno degli
aspetti più originali ed affascinanti della Medicina Cinese. In
ogni individuo è presente questa fitta rete di vie preferenziali
in cui scorre il Qi dell’organismo. Nonostante i Canali
Energetici non abbiano un substrato organico e non siano quindi
individuabili mediante un esame fisico, sono dotati di
un’indubbia realtà e concretezza, che possiamo definire
immateriale, ma percepibile a tutti attraverso le loro
manifestazioni energetiche. Descrivono simbolicamente la
manifestazione vitale di ciascun individuo: attraverso di essi
il Qi raggiunge ogni parte del corpo, ogni singola cellula.
Inoltre hanno la funzione di collegare l’uomo, microcosmo,
all’ambiente esterno, macrocosmo, nel duplice aspetto di
comunicazione e di difesa, di aprire il microcosmo agli scambi
col macrocosmo e di proteggerlo dalla penetrazione di energie
nocive.
In occidente è valsa l’abitudine di
dividere la rete dei canali energetici in canali principali e
canali secondari. Questa divisione nasce dall’abitudine di usare
soprattutto i canali principali, relegando i secondari alla
funzione di collaboratori, in particolare per la protezione
dalle energie prevaricanti (xie qi). In realtà i canali
secondari non sono per nulla accessori, ma specificano in modo
particolareggiato alcune attività fondamentali riassunte
globalmente dai canali principali; sembrerebbe più aderente alla
realtà cambiare il nome dei canali principali in generici e
quello dei secondari in specifici.
I canali principali riassumono
tutte le funzioni dell’organismo, fanno sì che non ci manchi
nulla: circolazione energetica ovunque, relazione tra lo zang ed
il fu all’interno dello stesso movimento, relazione tra
superficie e profondità dell’organismo, tra interno ed esterno,
collegamento tra i vari zang-fu, ritmi interni all’organismo,
collegamento con i ritmi esterni, e così via.
Tutti i canali secondari
partecipano, in modo diverso ma analogo, alla difesa
dell’organismo dalla penetrazione di xie qi sia di
origine esterna che anche interna, ed alla loro espulsione.
Ognuno di essi specifica inoltre un diverso aspetto della vita
di relazione, così specificamente umana: aprirsi al mondo
esterno, farne esperienza, assimilarne quanto può giovare alla
nostra crescita, portando così all’acquisizione di comprensione
e consapevolezza, di noi stessi e del mondo.
Da un punto di vista classico
possiamo considerare i vari canali come metafore simboliche che
indicano diverse qualità del qi che circola nell’organismo;
possiamo cioè associare a ogni categoria di canali un tipo di qi
che quei canali veicolano in modo privilegiato e specifico; le
energie di cui si parla in riferimento al sistema dei canali
sono essenzialmente:
Wei Qi, il Qi che
governa i rapporti con l’esterno, Qi difensivo che protegge
l’organismo dalla intrusione di energie che il corpo considera
patologiche, ma anche il Qi che stabilisce una relazione con il
mondo che ci circonda, il Qi che attiva i muscoli ad andare nel
mondo, a manipolarlo, ad abbracciarlo, il Qi che nasce dalle
sensazioni ricevute dagli organi di senso e che ci attiva ad
andare verso il mondo o a fuggirlo, il Qi che riceviamo dal
mondo esterno ed il Qi che irradiamo nel mondo attorno a noi. In
sostanza il Qi che esprime la nostra interazione con tutto ciò
che è esterno al nostro corpo.
Ying Qi, il Qi che
esprime il nutrimento che viene diffuso in tutte le parti del
corpo, nutrimento che si origina a partire dal cibo e dalle
bevande che ingeriamo, che opportunamente trasformate ed
assimilate diventano appunto Ying Qi; è anche il Qi che si
origina dalle nostre emozioni, intese come il nostro personale
modo di prendere quello che ci accade. Se spesso possiamo
scegliere i cibi con cui nutrirci, la cultura cinese pensa che
raramente possiamo scegliere quello che ci accade, raramente
possiamo determinare i fatti e gli accadimenti della nostra
vita; possiamo però accettarli e tentare di farne un nutrimento
vitale, oppure rifiutarli e trarne un nutrimento che ci
intossica: Ying Qi è anche questo nutrimento.
Yuan Qi, il Qi
costituzionale, pre-natale, genetico, che esprime quello che ci
è dato alla nascita, quello che siamo da un punto di vista
strutturale, considerando non solo la struttura fisica ma anche
quella psichica; è il dato di partenza, sul quale costruire
tutto il cammino rappresentato dalla nostra vita. Cammino che
potrà anche portare a modificare il dato di partenza cammin
facendo.
Con riferimento ai canali trattati nel corso
proposto, avremo che:
La wei qi è rappresentata dai
canali tendino-muscolari (jin jing), che sono
i più superficiali e costituiscono il proprio modo di andare,
muoversi nel mondo, sia nell’aspetto di affrontarlo che in
quello di trarne nutrimento. Sono legati al sistema muscolare,
alla capacità di muoversi nel mondo e di attingere da esso.
La ying qi, che circola
più in profondità, è rappresentata dai canali luo,
che hanno uno stretto legame con le emozioni e con il sangue,
sia in senso fisico che energetico, particolarmente nel
promuoverne il rinnovamento. Esprimono la capacità di trarre
nutrimento da tutto ciò che il mondo ci offre, sia in senso
fisico, alimentare, che psicoemotivo, e di nutrire così tutto
l’organismo.
I restanti canali sono:
I canali extra-ordinari (qi
jing ba mai), lungo i quali circola la yuan Qi;
si sono attivati durante la gestazione per creare il nuovo
essere e restano poi anche da adulti vie di diffusione della
yuan qi.
I canali principali (jing
mai) riassumono tutte queste funzioni, vengono così a
collegare la ying qi con la wei qi.
Questa funzione è bene espressa dal loro decorso, che si compone
di tratti superficiali e di tratti profondi, che vanno a
contattare gli zang-fu.
I canali distinti (jing
bie mai) sono il collegamento tra la wei qi
e la yuan qi, la superficie con la originalità
profonda, collegando interno ed esterno.
Le Emozioni
La medicina cinese sottolinea la necessità che,
qualunque cosa ci sia accaduto, occorre andare avanti e venirne
fuori, piuttosto che interessarsi al trauma -continuando sulla
strada della psicoterapia per i prossimi 25 anni, due volte a
settimana- si può semplicemente cercare di dare una svolta, di
cambiare il modo in cui pensiamo all’evento passato per poterlo
così risolvere.
Ci sono scelte che l’uomo può fare e sia lo
specialista che il paziente si muovono sullo stesso terreno; non
si tratta di essere degli esperti ai quali i clienti si
rivolgono per trovare una guida. Quello che in realtà si sta
facendo è suscitare in loro un lampo di coscienza, attraverso il
quale possano prendere delle decisioni.
Secondo l’approccio taoista poi il passato è
privo di significato; è nel presente che si deve vivere, non nel
passato. Spesso invece capita di non vivere il presente tutti
presi da quello che ci è successo, o da quello che potrebbe
succedere.
Le emozioni poi, a prescindere da
quale è la specifica emozione che ci travolge, hanno delle
caratteristiche comuni molto importanti, sia per la comprensione
della situazione presente, sia per organizzare una strategia di
trattamento.
Possiamo pensare a un’emozione ed evocare il
momento nella nostra vita in cui l’abbiamo sperimentata. Può
essere una sensazione molto acuta, qualcosa che è accaduto ieri,
mentre si possono non ricordare emozioni provate in un passato
lontano, e questo è positivo. Alcuni di noi portano con sé
bagagli da 30 anni e non riescono a lasciar andare fuori dalla
loro vita presente persone o avvenimenti che fanno parte del
passato.
Posso invece riflettere su questa emozione che
non sono in grado di lasciare andare, mi guardo dentro, guardo
ai pensieri attuali, e così inizio a coltivare la virtù del
perdono, del lasciare andare. Quando perdoni non fai niente per
la persona che hai perdonato, ma fai qualcosa per te stesso, è
un atto di grazia verso di te. Questo di rende libero di andare
avanti, non devi più vivere pieno di rabbia, di tristezza.
Lo strumento della memoria è il sangue, che
contiene le nostre esperienze. Posso essere nutrito dalle
esperienze, posso essere traumatizzato dalle esperienze. Se c’è
una situazione in sospeso da lungo tempo questo significa che ci
troviamo di fronte a un ristagno di sangue. È qualcosa di
tangibile, non di semplicemente energetico.
Quanto è racchiuso nel sangue è
intrappolato continuamente nei ricordi, ci si pensa in
continuazione. Potrebbero anche non esserci segni fisici del
ristagno di sangue, ma segni legati al modo di comportarci a
livello sociale, di affrontare le situazioni che ci rendono
collerici. E la nostra collera rende colleriche anche le persone
attorno a noi, così possiamo usarle come scusa per essere ancora
più arrabbiati.
Le emozioni sono un mezzo potente di connessione
con il mondo, portano a stabilire relazioni, perché quando provo
un’emozione questa di solito coinvolge un'altra persona. Qualche
volta quello di cui abbiamo bisogno non è di cambiare l’altra
persona, ma il modo in cui ci relazioniamo. Si tratta di
cambiare noi stessi, prendendo coscienza di come costruiamo
queste relazioni, invece di credere che qualcosa mi è
semplicemente accaduto, passivamente, e che non ho alcun
controllo su di esso.
La domanda da porsi è “ho voglia di esercitare un
controllo sulle mie emozioni?”. Questa è la responsabilità. Una
persona che non si sente responsabile delle proprie emozioni non
può cambiare.
Sintomi somatici
Le emozioni, come abbiamo visto nello
studio della MTC, hanno una loro direzione, e il Qi che viene da
loro mosso può essere depositato a livello somatico generando
diversi tipi di condizioni psico-somatiche.
Prendiamo per esempio una persona che ha delle
tensioni nella regione superiore: torace, testa, spalle, collo,
scapole. Può soffrire di mal di testa, di ipertensione, di
attacchi di panico, di asma, di bronchite. Questi sintomi
potrebbero essere legati all’ira, all’eccitazione, all’ansia,
emozioni Yang, con il Qi che si muove verso l’alto e verso
l’esterno. Questi segni fisici potrebbero scomparire dopo un
certo lavoro sul corpo.
In una persona che ha delle tensioni nella
regione inferiore, gambe, zona lombare, regione uro-genitale,
colon irritabile, il Qi può essersi espanso negli intestini che
sembrano aggrovigliarsi. I movimenti peristaltici divengono
irregolari a causa di quell’energia che si muove verso il basso
e che rimane intrappolata negli intestini. Questo può essere
associato alla tristezza, al dolore o alla paura.
Se una persona ha tensioni che riguardano il
torace e l’addome ovvero la regione centrale del corpo (dolori
gastrici, distensione addominale, stomaco sottosopra, gastrite)
questi possono essere ricondotti alla pensosità, all’ossessione.
Ricordiamo che un sintomo fisico è un semplice
accompagnatore dell’emozione: riuscire a liberarsi dal mal di
testa non significa necessariamente liberarsi dell’ira. Se una
persona persiste nel provare un’emozione, la manifestazione
fisica può non essere sempre la stessa.
Stati delle
emozioni
Purtroppo non sempre siamo in grado
di muoverci attraverso i diversi stati delle emozioni che si
provano, esprimere le emozioni significa averne coscienza e da
qui nasce la possibilità di cambiare e di lasciare andare.
Quando non permettiamo alle emozioni di
manifestarsi nella loro forma acuta o quando una persona è
cosciente delle proprie emozioni e cerca volutamente di
sopprimerle, esse iniziano a nascondersi nel corpo
manifestandosi come segni e sintomi fisici, in assenza di quelli
emotivi.
Altre volte una persona si trova in uno stato di
rifiuto di un’emozione, non ne ammette l’esistenza e magari
soffre di emicrania cronica, di ipertensione, di colesterolo
alto, ma nega una relazione fra questi sintomi fisici e
l’emozione stessa.
Ling e Shen
L'Uomo e la Donna
si uniscono attraverso il rapporto sessuale, che comporta uno
scambio dei rispettivi Jing. Attraverso il rapporto sessuale si
crea una potente vibrazione nell'Universo, nel Qi Cosmico. Se
questo Qi cosmico penetra il Jing di Uomo e Donna, ecco che si
ha il concepimento.
La convinzione
dei cinesi è che c’è uno Shen cosmico, il grande Shen, e che a
questo Shen si attinge attraverso il rapporto sessuale, che
quindi è considerato un atto sacro tra maschio e femmina. Il
Jing che viene scambiato fra uomo e donna risuona con il grande
Shen cosmico e poi un segmento di questo grande Shen si connette
con il Jing creato e a questo punto si ha un Ling, un’anima
(individuale), che consiste di Hun e di Po.
Zhi
è la volontà di vivere questa vita che ci tocca, non una vita
qualsiasi, affrontando con passione le esperienze che ci
toccano, sia quelle che ci piacciono, sia quelle che
preferiremmo evitare.
Yi
è consapevolezza di sé e del mondo, del cammino che stiamo
percorrendo; è strettamente legata alla Milza che mantiene il
corpo.
Po
è la volontà di avere un corpo, quel corpo, di vivere in quel
corpo e col corpo, di saperlo usare, come espresso dalle abilità
motorie.
Hun,
raccoglie la documentazione prodotta durante e con la nostra
vita e la riporta a casa, allo Shen cosmico; è la memoria di
quanto appreso nella vita.
Shen,
il piccolo Shen che risiede nel cuore, può essere considerato
come un aspetto del Ling, anche se ha un collegamento
privilegiato con lo Shen cosmico; esprime una visione della vita
come cammino da percorrere, destino da compiere, e ci guida in
questo cammino proposto dal grande Shen.
SHEN,
il grande Shen, lo Shen cosmico, come comprensione di me e del
mondo come parte del Tutto; infine partecipazione al Tutto.
Esprime la perdita della mia identità, che si fonde
nell’infinito, dopo aver compiuto quanto disposto, sotto la
guida del piccolo Shen.
inizio pagina
Storicamente,
col progredire della medicina cinese, si è assistito al
progressivo aumento del numero di punti considerati; molti di
questi sono semplicemente stati attributi ad un canale, con
funzioni personali affini a quelle del canale su cui giacciono;
altri sono anche stati raggruppati in varie categorie con
funzioni affini, pur appartenendo a canali a volte molto
diversi.
Per
effettuare questi raggruppamenti si sono seguiti i criteri più
diversi, che penso possano essere raggruppate in tre grandi
gruppi, come illustrato di seguito:
Punti Yuan
5 Punti Shu (detti anche Shu Antichi)
Punti Xi – fessura
Punto nodo e radice
Ogni canale ha un punto di ognuna di queste categorie; i punti
di ogni categoria hanno azione tra di loro affine, pur
espletandola attraverso un canale diverso. Ogni canale ha
caratteristiche individuali, così punti della stessa categoria
posti su canali diversi finiscono per colorare la propria azione
secondo le caratteristiche del canale su cui giacciono.
Punti Luo
Punti convergenza dei Divergenti
(superiore e inferiore)
Punti riunione dei Tendino Muscolari
Punti Apertura degli Otto Straordinari
Sono punti che esplicano la loro azione sul canale secondario a
cui sono collegati; poiché i canali secondari decorrono lungo
traiettorie individuali, ma che comprendono solo punti di canali
principali, questi punti spesso servono ad indirizzare l’azione
verso il canale secondario collegato, piuttosto che verso quello
principale o verso i suoi punti.
Punti Shu e Mu
Punti Shen (ramo esterno di Vescica)
Punti Finestre del Cielo
Punti Porte della Terra
Punti “4 Mari”
Punti Hui (riunione)
Altri punti
Sono punti che hanno un’azione comune prescindendo dalle
caratteristiche del canale su cui si trovano; all’interno di una
categoria ogni punto poi acquisisce una sua specificità di
azione.
E’ con l’epoca
Song (anno 960) che su sviluppa l’idea di una funzione
terapeutica specifica dei singoli punti.
Prima di allora
l’enfasi era sul Canale anche se i punti venivano ovviamente
considerati. E guardiamo il LS si parla dettagliatamente solo
dei punti Shu antichi e dei punti Yuan ad essi associati. Vi è
molto l’idea (antica) che il terapista palpi il decorso del
canale percependo sotto le mani la sua condizione fisica ed
energetica e in base a questo, individui i luoghi di “raccolta
del Qi” e su questi agisca, con l’idea, attraverso tale
stimolazione, di andare a trattare l’intero canale nelle sue
varie funzioni ed aspetti. C’era la convinzione che il punto
fosse una estensione del Canale e che quindi si dovesse palpare
il Canale con le mani per individuare dove, lungo il Canale
stesso, ci fosse l’accumulo di Qi ed è per questo che allora i
punti venivano denominati “Cong Shu” o “Qi Shu”, punti di
raccolta del Qi. Si palpa il Canale per comprendere dove il qi
si raccoglie e poi si punge quel punto andando così ad
armonizzare l’intero Canale.
Con l’epoca Song
i punti vengono chiamati Jing (Canale), sono cioè punti di
Canale e vengono individuati attraverso punti precisi di repere
anatomico (vedi la statua dell’uomo di bronzo con la precisa
localizzazione dei punti e la profondità stabilita di inserzione
dell’ago) e non più attraverso la percezione manuale.
Assistiamo così
a:
1 - una
codificazione della localizzazione dei punti (l’accademia
imperiale inizia a stabilire delle regole anche per via del
fatto che si hanno esami imperiali per accedere alla professione
medica),
2 - si
stabiliscono i Canali principali più Du e Ren come i Canali di
trattamento
3 - si parla di
controindicazioni ai punti,
4 - si utilizza
più moxa e meno aghi
5 - l’enfasi si
sposta dai Canali ai Punti
6 – scarso
interesse per le varie tecniche di manipolazione degli aghi, di
profondità di inserzione e uso di aghi diversi (i 9 aghi del LS
si riducono all’ago filiforme).
Il periodo Song
è caratterizzato, a livello filosofico e sociale, dallo sviluppo
del Neo confucianesimo, in particolare dal filosofo Confuciano
Shu Shi, famoso per la sua affermazione “Dove c’è Qi c’è Li,
Principio”. Il carattere tradotto con “Principio”, Li è formato
dal carattere, a sinistra, di Wang Re e a destra dal carattere
che ne è la parte fonetica Li , che vuol dire distanza (un terzo
di miglio circa),lo stesso Li di Zu San Li (ST36).
Il senso del
tutto è che la distanza (Li) è il destino che noi dobbiamo
percorrere (alcuni correndo altri magari strisciando) e quando
siamo giunti ci possiamo rilassare e possiamo dire di “avr
conquistato la distanza”, siamo diventati “Re della distanza”,
abbiamo afferrato il principio, lo abbiamo compreso.
Questo principio
filosofico viene applicato anche all’agopuntura e alla medicina,
per cui per ogni punto si tratta di capire quale sia il suo
Principio intrinseco, in altri termini la funzione terapeutica
propria di quel dato punto. Per fare questo in epoca Song è
stato portato avanti un processo estensivo di sperimentazione
clinica empirica delle varie funzioni attribuite ai punti nel
passato; una sorta di “verifica scientifica, empirica della loro
validità”. Se nel passato alcune funzioni erano attribuite in
base a schemi generali, con l’epoca Song si è cercato di
verificare su basi oggettive e sperimentali tali presupposti.
Ad esempio,
tutti i punti Jing pozzo nel LS sono descritti come aver azione
di liberare l’esterno (in quanto collocati alle estremità e
quindi più Yang, più distali), ma in epoca Song pungendo il
punto P11 si è verificato che il suo principio (Li) non è quello
di liberare l’esterno anche se può svolgere questo ruolo usando
tecniche specifiche di trattamento. In epoca Song hanno
stabilito che il principio di P11 è di “normalizzare il Qi”, il
che vuol dire che ha azione specifica (senza bisogno di una
tecnica specifica) sul “Ni Qi” per i casi di tosse, dispnea e
asma.
L’epoca Song è
anche quella in cui si torna a porre enfasi sulla teoria dei 5
Movimenti, chiamati “Wu Yun”, le 5 circolazioni. E’ anche in
questo periodo che si codificano le 3 cause di malattia (San Yin):
esterne, interne e ne interne ne esterne. E’ anche in questo
periodo che si pone molta enfasi sul Calore come fattore
patogeno (è periodo di grandi epidemie) e assume grande
importanza il ruolo del Fuoco Ministeriale (Xiang Huo) rispetto
al fuoco Imperiale (Jun Huo), il che corrisponde all’importanza
filosofica e sociale attribuita dai Confuciani ai Ministri
dell’imperatore (che erano loro!) rispetto all’Imperatore
stesso. E come Fuoco Ministeriale si parla di Ministro del Cuore
ma anche di TR e di Legno (F e VB), vedi a pagina 8 appunti di
Roma.
Come ultima
notazione storica, il periodo Song fu periodo di grandi scambi
con altri paesi e in particolare con la Corea e con il Giappone,
per cui molti dei principi e concetti del periodo Song furono
adottati da questi paesi e in particolare dal Giappone.
Successivamente con l’invasione dei Mongoli che stabilirono la
dinastia Yuan e cercarono anche di invadere senza successo il
Giappone, questi rapporti si ruppero e non si ristabilirono più
nemmeno in epoca Ming, per cui agopuntura e Shiatsu giapponesi
sono molto influenzati dalle teorie e applicazioni della
dinastia Song (e del Nan Jing in particolare nella versione
scritta in epoca Song).
Fatte queste
premesse, vediamo ora di analizzare il significato specifico
della terminologia associata alla definizione delle funzioni
terapeutiche dei singoli punti, che si è codificata in epoca
Song (anche se era già presente precedentemente per quanto non
in modo così rigoroso) e che con alcune aggiunte e modifiche nei
secoli successivi è poi diventata quella codificata in epoca
Ming nel Zhen Jiu Da Cheng e quindi nei testi moderni di
agopuntura che si basano tutti essenzialmente su quel testo.
Abbiamo circa
una trentina di termini differenti, ognuno con un significato
specifico e facente riferimento a certe qualità specifiche. Non
sempre nei testi moderni si è tenuto fede al significato
originale e termini fra loro simili sono spesso usati uno al
posto dell’altro. Ad esempio Bu, tonificare, è un termine
generico che prevede varie differenziazioni: fortificare (Jian)
è diverso da invigorire (Zhuan), da nutrire lo Yin (Ci) e da
nutrire (Yang) o recar beneficio (Yi).
Iniziamo ad
analizzare questa terminologia provando a dividere i vari
termini in gruppi in base al loro campo di azione anche se
alcuni ovviamente tendono a sovrapporsi fra di loro.
Esterno, FPE
1 – Jie, rilasciare,
liberare (release)
2 – Xuan, diffondere
3 – Jian,
discendere, abbassare (descend)
4 – Han, far sudare
5 – Kuan, rilasciare
6 – Ping,
stabilizzare (stabilize)
7 – Ding, calmare (settle)
8 – Gu, proteggere
lo Yang (secure)
FPE che ristagnano
9 – Xiao, disperdere
(disperse)
10 – Qu, espellere
11 – Li, disinibire
(disinhibit)
Dinamica del Qi
12 – Li, rettificare
13 – Shu, dare corso
(to course)
14 – Shu, rilassare
15 – Shun,
normalizzare
16 – Sun, dissipare
17 – Qiao,
sottomettere
18 – Tiao,
regolarizzare
Far scendere
11 – Li, disinibire
(disinhibit)
19 –Xia, purgare
20 – Shi, scaricare
Direzionalità
21 – Sheng, far
salire
22 – Qing,
purificare
23 – Kai Qiao,
aprire gli orifizi
24 – He, Armonizzare
Tonificazione
25 – Bu, tonificare
26 – Jian,
fortificare
27 – Zhuan,
invigorire (lo Yang)
28 – Ci, nutrire (lo
Yin)
29 – Yang, nutrire
30 – Hui,
ristabilire
31 – Yi, recar
beneficio
32 – Wen, scaldare
33 –Hua, trasformare
34 – An, calmare (pacificare) lo Shen
inizio pagina
Nell’ambito della
Medicina Cinese Classica vengono considerati tre livelli di Qi:
Wei Qi, il Qi che governa i rapporti
con l’esterno, Qi difensivo che protegge l’organismo dalla
intrusione di energie che il corpo considera patologiche, ma anche
il Qi che stabilisce una relazione con il mondo che ci circonda, il
Qi che attiva i muscoli ad andare nel mondo, a manipolarlo, ad
abbracciarlo, il Qi che nasce dalle sensazioni ricevute dagli organi
di senso e che ci attiva ad andare verso il mondo o a fuggirlo, il
Qi che riceviamo dal mondo esterno ed il Qi che irradiamo nel mondo
attorno a noi. In sostanza il Qi che esprime la nostra interazione
con tutto ciò che è esterno al nostro corpo.
Ying Qi, il Qi che esprime il
nutrimento che viene diffuso in tutte le parti del corpo, nutrimento
che si origina a partire dal cibo e dalle bevande che ingeriamo, che
opportunamente trasformate ed assimilate diventano appunto Ying Qi;
è anche il Qi che si origina dalle nostre emozioni, intese come il
nostro personale modo di prendere quello che ci accade. Se spesso
possiamo scegliere i cibi con cui nutrirci, la cultura cinese pensa
che raramente possiamo scegliere quello che ci accade, raramente
possiamo determinare i fatti e gli accadimenti della nostra vita;
possiamo però accettarli e tentare di farne un nutrimento vitale,
oppure rifiutarli e trarne un nutrimento che ci intossica: Ying Qi è
anche questo nutrimento.
Yuan Qi, il Qi costituzionale,
pre-natale, genetico, che esprime quello che ci è dato alla nascita,
quello che siamo da un punto di vista strutturale, considerando non
solo la struttura fisica ma anche quella psichica; è il dato di
partenza, sul quale costruire tutto il cammino rappresentato dalla
nostra vita. Cammino che potrà anche portare a modificare il dato di
partenza cammin facendo.
Le modalità di utilizzo
degli Oli Essenziali sono svariate, ma quella che ci
interessa più da vicino è la loro applicazione sui punti dei vari
canali, non solo di quelli cosiddetti Principali, ma anche di tutti
gli altri. Esiste una relazione specifica tra ogni categoria di
canali e i tre Qi visti in precedenza, e applicare un olio sui punti
di un tipo di canale piuttosto che su di un altro costituisce un
modo fondamentale per scegliere su quale Qi agire.
La wei qi è rappresentata dai
canali tendino-muscolari (jin jing), che sono i più
superficiali e costituiscono il proprio modo di andare, muoversi nel
mondo.
La ying qi,
che circola più in profondità, è rappresentata dai canali luo,
che hanno uno stretto legame con le emozioni e con il sangue, sia in
senso fisico che energetico, particolarmente nel promuoverne il
rinnovamento.
La yuan qi è
rappresentata dai canali extra-ordinari (qi jing ba mai),
che si sono attivati durante la gestazione per creare il nuovo
essere e restano poi anche da adulti vie di diffusione della yuan
qi.
I canali principali (jing
mai) riassumono tutte queste funzioni, vengono così a
collegare la ying qi con la wei qi.
Questa funzione è bene espressa dal loro decorso, che si compone di
tratti superficiali e di tratti profondi, che vanno a contattare gli
zang-fu.
I canali distinti (jing
bie mai) sono il collegamento tra la wei qi e
la yuan qi, la superficie con la originalità profonda,
collegando interno ed esterno.
Gli Oli Essenziali
rappresentano l’essenza della pianta, e possono essere molto potenti
nell’interagire con tutte e tre le componenti del Qi viste sopra;
solitamente gli Oli Essenziali provengono da una parte ben precisa
della pianta (radici, corteccia, resina, foglie, fiori, semi) e
ognuna di esse si relaziona in modo specifico con ciascuna delle tre
energie viste.
Inoltre ogni parte della pianta assume un
significato particolare nei confronti della situazione che può aver
causato il blocco o la turba del Qi considerato; ad es. le radici
esprimono il radicamento, in particolare dello Yang che fugge in
alto; la resina la cura delle ferite, emotive, che non riescono a
rimarginare; le foglie il nutrimento, soprattutto quello emotivo; la
corteccia esprime la protezione nei confronti del mondo, che può
mancare od essere eccessiva; i fiori esprimono la capacità di
sbocciare, e quindi di cambiare il nostro atteggiamento nei
confronti della vita; i semi la nostra origine, e quindi la
costituzione e la crescita.
La scelta della parte
della pianta da utilizzare risulta così di fondamentale importanza.
Prima di passare all’esame
dei criteri di scelta degli oli e dei punti da utilizzare per
trattare una situazione concreta, è fondamentale esaminare le varie
caratteristiche di base che contraddistinguono un Olio Essenziale,
perché saranno queste a guidare la scelta.
In primo luogo è da
considerare il profumo, non tanto per le sue qualità
organolettiche, quanto piuttosto per la sua intensità, per il modo
di colpire i recettori olfattivi; il profumo infatti agisce
soprattutto sulla componente emotiva della turba, e agisce su tre
livelli diversi:
Intensità leggera,
interagisce con la componente inconscia delle emozioni, quella che
potremmo definire stato d’animo, un atteggiamento emotivo spesso
presente, di cui quasi non ci si rende conto e che sembra ovvio
senza che si sappia trovare un motivo per la sua presenza.
Intensità media,
interagisce con la componente conscia delle emozioni, quella
reazione che si ha di fronte ad un certo avvenimento, e di cui si è
consapevoli, quella che è usualmente chiamata emozione; spesso si
vorrebbe reagire in modo diverso, non se ne è capaci, ma se ne è
consapevoli.
Infine un profumo molto
intenso agisce su quella che si potrebbe chiamare la personalità
emotiva, qualcosa di legato alla costituzione nel proprio modo di
reagire emotivamente; come quando si scopre di avere atteggiamenti
simili a quelli della propria madre, che non si sopportavano e da
cui si è cercato di distinguersi.
In secondo luogo vi è la
rapidità di evaporazione, che da una parte determina la
frequenza di applicazione, dall’altra fornisce importanti specifiche
sulle funzioni e sulle modalità di azione di un olio essenziale: un
olio che evapora molto rapidamente tende a svegliare la psiche, ad
aprire i portali, e ad agire sull’aspetto più superficiale del
sistema energetico; uno che evapori molto lentamente agirà sulla
parte più profonda del sistema energetico, tenderà a radicare e
rilassare, ad avere effetto calmante; nel caso intermedio avrà
effetto nutriente, agendo soprattutto sul sangue e sulle emozioni.
Infine è opportuno tener
conto anche di quelle caratteristiche comuni con le categorie della
farmacopea, come la natura e il sapore, che mantengono una loro
rilevanza anche se non verrà mai presa in considerazione la
possibilità del loro uso per via orale, essendo gli effetti molto
potenti e potenzialmente pericolosi, in ogni caso di competenza
della farmacopea..
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